La Giara e i suoi ponti

Il territorio dell'entroterra è senza dubbio un luogo incantevole per immergersi nella natura ma ciò che colpisce il visitatore quando si inoltra nella Valle della Giara è l'esplosione del verde. Il bosco è immenso, rigoglioso, smeraldo... meraviglioso.

La passeggiata che vi apprestate a fare è immersa in questo scenario: costeggerete il torrente Giara che, tra laghetti, cascatelle e rapide, nasce in località Ponte dei Passi dalla confluenza di tre rii che scendono dal Monte Monega e sfocia poi nel torrente Arroscia.

Il torrente è attraversato da diversi ponti, molto numerosi e concentrati in un'area ristretta tanto da essere stati definiti "caposaldo dell'ingegneria rurale del ponente ligure". Nati per la maggior parte tra il XV e il XVII secolo, avevano l'intento di facilitare l'accesso ai castagneti che si trovavano sulla sponda destra. Nel corso degli anni alcuni sono stati ricostruiti dopo essere stati distrutti dalle piene della Giara, di altri, invece, rimane solo qualche traccia.

Iniziamo l'itinerario dal vecchio ponte romanico di Lavina, lungo il percorso della Via del Sale, costruito in modo impeccabile tanto da resistere all'alluvione del novembre 2016. Risaliremo poi il ponte Cian de Brun, costruito dalla Comunità di Cenova per dare accesso ai suoi castagneti situati al di là della Giara, il Ponte râ Cianca, ritrovo dei pescatori, il Ponte rû Murin, così detto perche valicava la Giara in corrispondenza del mulino del marchese: questo è forse il più usato dai rezzaschi, che contribuirono volontariamente al suo restauro nel 1827, il Ponte Causinâ in corrispondenza della fornace della calce.

Siamo giunti al ponte più famoso... per quelli di Rezzo U ponte cu loccia, per i visitatori il Ponte Napoleonico. La leggenda narra che il ponte fu costruito dalle truppe napoleoniche che attraversarono il territorio di Rezzo seppellendo , nel grande bosco di faggi, i tesori sottratti ai paesi razziati.

Sulla strada incontreremo ancora il Ponte de Runcumâ, a seguire il Ponte râ Crava e infine il Ponte dei Passi, che dava accesso alla parte centrale del bosco di faggi.

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